La strategia dei bucket: proteggere i primi anni senza stipendio

Il rischio più grande per chi smette di lavorare non è un rendimento medio basso, ma un crollo dei mercati nei primi anni. La strategia dei bucket, cioè dei «contenitori» di patrimonio con orizzonti diversi, serve proprio a non dover vendere nel momento peggiore.

di Davide Valentini

Il problema: la sequenza dei rendimenti

Quando accumuli, un crollo dei mercati è un'occasione: compri a prezzi più bassi. Quando prelevi, è l'opposto: per pagare le spese devi vendere quote proprio quando valgono meno, e quelle quote non potranno più recuperare. Per questo due persone con lo stesso rendimento medio in trent'anni possono avere esiti opposti, a seconda di quando arrivano gli anni negativi.

I primi 5-10 anni dopo l'uscita dal lavoro sono i più delicati. Superati quelli senza danni, la probabilità che il piano regga cresce molto.

Come funziona la strategia dei bucket

Il patrimonio si divide in tre bucket (in inglese «secchi», qui li chiamiamo contenitori), ciascuno con un orizzonte diverso. Esempio con spese di 30.000 € l'anno:

BucketOrizzonte e contenutoEsempio
1. Liquidità1-2 anni di spese: conto, conto deposito, fondi monetari60.000 €
2. Stabilità3-7 anni di spese: obbligazioni a breve e media scadenza150.000 €
3. Crescitaoltre 7 anni: azioni diversificate a livello globaleil resto

Vivi con il primo bucket. Nei periodi buoni, i guadagni del bucket azionario servono a ricostituire gli altri due. Nei periodi di crollo non tocchi le azioni: usi liquidità e obbligazioni e dai tempo ai mercati di recuperare.

Le regole per ricostituire i bucket

  • Anno positivo per le azioni: vendi una parte del bucket 3 e riporta il 1 e il 2 ai livelli obiettivo.
  • Anno negativo: non vendere azioni. Preleva dal bucket 1 e, se serve, dal 2.
  • Crisi lunga: con 5-7 anni di spese nei primi due bucket puoi attraversare la maggior parte dei cali storici senza vendere azioni in perdita.

Una nota onesta: dal punto di vista matematico, la strategia dei bucket è molto simile a un portafoglio ribilanciato con una quota di obbligazioni. Le ricerche, per esempio quelle di Michael Kitces, mostrano che il suo vero vantaggio è comportamentale: vedere due o tre anni di spese al sicuro aiuta a non vendere tutto in preda al panico. E questo, nella pratica, vale moltissimo.

Una variante efficace: più azioni col passare degli anni

Se spendi prima la liquidità e le obbligazioni, la quota di azioni del portafoglio cresce nel tempo. Le ricerche sui cosiddetti rising equity glidepath suggeriscono che partire più prudenti e aumentare le azioni negli anni successivi può ridurre il rischio di fallimento rispetto a un portafoglio statico, proprio perché protegge i primi anni, quelli decisivi.

Il ponte italiano verso la pensione

Per chi smette prima della pensione INPS, i bucket si sposano bene con il capitale ponte: la parte di patrimonio che deve coprire gli anni fino alla pensione ha un orizzonte definito e può stare in buona parte nei bucket 1 e 2, magari con titoli di Stato con scadenze scaglionate. Il bucket azionario, invece, serve alla fase dopo la pensione e può restare investito per decenni.

Quanta liquidità tenere dipende da quanto sono flessibili le tue spese, da quando arriva la pensione e da quanto sei disposto a vedere il portafoglio oscillare. È una delle scelte che definiamo nel piano, insieme alla regola di prelievo.

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