Fondo pensione e FIRE per partite IVA in regime forfettario

Se sei in regime forfettario, quasi tutto quello che si legge sui fondi pensione non vale per te: la deduzione, il TFR, il contributo del datore. Ma la tua pensione pubblica è anche più bassa. Ecco come ragionare.

di Davide Valentini

Perché la tua situazione è diversa

Rispetto a un dipendente, un professionista o un piccolo imprenditore in regime forfettario ha tre differenze importanti per la pensione:

  • Niente TFR: nessuno accantona per te una quota della retribuzione ogni anno.
  • Contributi INPS più bassi: le aliquote della gestione separata o di artigiani e commercianti sono inferiori al 33% dei dipendenti, e si applicano al reddito forfettario, cioè ai ricavi ridotti dal coefficiente di redditività. Il risultato è una pensione pubblica spesso sensibilmente più bassa.
  • Imposta sostitutiva: paghi il 15% (5% nei primi anni) invece dell'IRPEF, e questo cambia il valore delle deduzioni.

Il fondo pensione non è deducibile (quasi sempre)

Nel regime forfettario puoi dedurre i contributi previdenziali obbligatori, ma non i versamenti al fondo pensione, se hai solo reddito forfettario. Il vantaggio fiscale principale della previdenza complementare, quindi, per te non c'è.

Fa eccezione chi ha anche altri redditi soggetti a IRPEF, per esempio un lavoro dipendente part-time o redditi da fabbricati tassati ordinariamente: in quel caso i versamenti si deducono da quei redditi.

Allora perché considerarlo?

Anche senza deduzione, il fondo pensione conserva alcuni vantaggi:

  • I contributi non dedotti non si tassano all'uscita, a patto di comunicarli ogni anno al fondo. Paghi imposte solo sui rendimenti.
  • Rendimenti tassati meno: il 20% invece del 26% di un investimento normale (12,5% sui titoli di Stato).
  • Accesso con la RITA: puoi usarlo come ponte negli ultimi anni prima della pensione, come spiegato nella guida fondo pensione o PAC.
  • Se esci dal forfettario, per esempio superando la soglia di ricavi di 85.000 €, torni in regime ordinario e da quel momento i versamenti tornano deducibili.

Il prezzo è la liquidità: i soldi restano vincolati fino alla pensione, salvo anticipazioni e RITA. Per una partita IVA, che ha redditi variabili e nessun ammortizzatore, è un vincolo da pesare bene.

Come pianificare il FIRE da forfettario

  1. Stima la tua pensione reale con il simulatore INPS: spesso è più bassa di quanto ci si aspetti, e la differenza con le spese la dovrà coprire il tuo patrimonio.
  2. Costruisci prima la liquidità: un fondo di emergenza più ampio di quello di un dipendente, 12 mesi di spese o più, per affrontare i periodi senza lavoro.
  3. Investi soprattutto in modo libero: per chi vuole smettere presto, un portafoglio accessibile è la base del piano.
  4. Usa il fondo pensione come complemento: per la quota che non ti servirà prima dei 62-67 anni, sfruttando la tassazione più bassa dei rendimenti e la RITA.
  5. Considera i contributi volontari o integrativi solo dopo aver confrontato il loro costo con l'alternativa di investire la stessa cifra.

Per molti professionisti il vero vantaggio è un altro: la flessibilità. Lavorare meno negli ultimi anni, in una forma di Barista FIRE, è spesso più semplice da partita IVA che da dipendente.

Prova lo strumento: Fondo pensione vs ETF: calcolatore del risparmio fiscale. Risparmio IRPEF, contributo del datore e capitale finale: fondo pensione contro ETF.

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Contenuto a scopo informativo ed educativo. Non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione personalizzata. Norme fiscali e previdenziali cambiano nel tempo: verifica sempre i requisiti in vigore sulle fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate).