Il riscatto della laurea conviene per andare in pensione prima?

Riscattare gli anni di università costa migliaia di euro e li trasforma in anni di contributi. Ma il vantaggio non è dove la maggior parte delle persone lo cerca.

di Davide Valentini

Cos'è il riscatto della laurea

Con il riscatto trasformi gli anni del corso di laurea in anni di contributi INPS, pagando tu i contributi che nessuno ha versato mentre studiavi. Esistono due modalità:

  • Riscatto ordinario: il costo dipende dal tuo reddito attuale. Più guadagni, più paghi, ma più la pensione aumenta.
  • Riscatto agevolato: per i periodi valutati con il sistema contributivo, ha un costo fisso. Per le domande presentate nel 2026 è di 6.206,64 € per ogni anno riscattato.

In entrambi i casi l'importo è interamente deducibile dal reddito se lo paghi per te stesso, e si può rateizzare fino a 120 rate mensili senza interessi.

Quanto costa davvero: un esempio

Riscattare 4 anni di laurea in forma agevolata costa circa 24.800 €. Con la deduzione, il costo netto dipende dalla tua aliquota marginale:

Aliquota marginale IRPEFCosto netto
23%≈ 19.100 €
33%≈ 16.600 €
43%≈ 14.100 €

Cosa ottieni: più anni, poca pensione in più

Il riscatto agevolato si basa su un reddito convenzionale basso, quindi aggiunge poco all'importo: 4 anni valgono, a 67 anni, circa 1.400 € lordi l'anno di pensione in più, oltre alla rivalutazione del montante. Come puro investimento, recuperare il costo netto richiede molti anni di pensione.

Il vero valore è un altro: gli anni contano per il diritto alla pensione. Se hai iniziato a lavorare a 25 anni con continuità, raggiungeresti i 42 anni e 10 mesi della pensione anticipata ordinaria dopo i 67; con 4 anni riscattati, potresti andarci verso i 64. Sono quasi quattro anni di pensione in più, cioè decine di migliaia di euro.

Quando conviene

  • Carriera lunga e continua: sei il caso ideale. Il riscatto può anticipare davvero la pensione anticipata ordinaria.
  • Reddito alto: la deduzione al 33% o al 43% riduce molto il costo netto.
  • Giovane età: il costo è fisso e la rivalutazione del montante lavora più a lungo. Ma i requisiti possono cambiare nei decenni, ed è il rischio principale.

Quando conviene poco: il caso FIRE

Se pensi di smettere di lavorare molto prima dei requisiti, il riscatto aiuta meno di quanto sembri. Chi si ferma a 50 anni difficilmente raggiungerà comunque i 42 anni e 10 mesi, e la sua pensione arriverà con la vecchiaia a 67 anni e qualche mese, per cui 20 anni di contributi di solito ci sono già. In questo caso i 16-19.000 € netti del riscatto, investiti, possono valere di più come parte del capitale ponte.

Può tornare utile in casi specifici: per raggiungere i 20 anni richiesti dalla pensione anticipata contributiva a 64 anni, se ti mancano pochi anni; o per chi ha una carriera breve e rischia di non arrivare ai 20 anni per la vecchiaia. Ne parlo anche nella guida su quanta pensione perdi se smetti prima.

Prima di decidere: chiedi all'INPS una simulazione del costo e verifica, con la tua storia contributiva reale, quanti anni di anticipo ti darebbe il riscatto. Se hai dubbi, puoi anche pagare a rate: se interrompi i pagamenti, ti viene accreditato il periodo corrispondente a quanto hai già versato.

Prova lo strumento: Fondo pensione vs ETF: calcolatore del risparmio fiscale. Risparmio IRPEF, contributo del datore e capitale finale: fondo pensione contro ETF.

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Contenuto a scopo informativo ed educativo. Non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione personalizzata. Norme fiscali e previdenziali cambiano nel tempo: verifica sempre i requisiti in vigore sulle fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate).