In pensione spenderai meno di quanto pensi (lo "spending smile")

Quasi tutti i calcoli FIRE presumono spese costanti, rivalutate all'inflazione, fino a 95 anni. Ma i dati su come spendono davvero i pensionati raccontano un'altra storia.

di Davide Valentini

Cosa dicono i dati

David Blanchett, ricercatore oggi tra i più citati sul reddito in pensione, ha analizzato la spesa reale dei pensionati nel tempo. Il risultato è una curva che ricorda un sorriso, da cui il nome retirement spending smile:

  • primi anni: la spesa reale scende lentamente. Si viaggia, si fanno progetti, ma con il passare degli anni un po' meno;
  • anni centrali: il calo accelera, fino a circa il 2% l'anno. Si esce meno, si viaggia meno, si comprano meno cose;
  • ultimi anni: la spesa torna a salire, spinta dai costi sanitari e di assistenza.

In media, la spesa reale cala di circa l'1% l'anno nel corso della pensione. Può sembrare poco, ma dopo 20 anni significa spendere circa il 18% in meno, in termini reali, rispetto all'inizio.

Cosa cambia per il tuo numero FIRE

Confrontiamo due ipotesi di spesa su 40 anni, con 30.000 € il primo anno: spese costanti in termini reali, oppure in calo dell'1% l'anno. Attualizzando i flussi con un rendimento reale del 3%, il valore di tutte le spese future scende di circa il 14%.

Tradotto: se il tuo numero FIRE con spese costanti è 850.000 €, con un profilo di spesa realistico potrebbe bastare un patrimonio sensibilmente più basso, oppure, a parità di patrimonio, puoi permetterti di spendere di più nei primi anni, quando hai più energie per farlo.

Attenzione a come lo usi: le ricerche riguardano pensionati dai 65 anni in su. Se smetti a 45 o 50 anni, i primi 15-20 anni saranno probabilmente a spesa piena, magari con figli a carico. Il calo va applicato dopo l'età della pensione, non da subito.

Il caso italiano: la coda del sorriso

In Italia il Servizio sanitario nazionale copre gran parte delle cure, ma non l'assistenza a lungo termine. Una badante, una struttura residenziale o l'adattamento della casa possono costare migliaia di euro al mese negli ultimi anni di vita. È la parte finale del sorriso, e va pianificata:

  • tenendo una riserva dedicata alla non autosufficienza, separata dalle spese correnti;
  • considerando il valore della casa di proprietà, che in quella fase può diventare una risorsa;
  • valutando se una copertura assicurativa per la non autosufficienza ha senso nel tuo caso.

Come applicarlo al tuo piano

  1. Calcola il numero FIRE con spese costanti: è il tuo scenario prudente.
  2. Costruisci uno scenario realistico: spese piene fino all'età della pensione, poi in lieve calo reale, con una riserva per gli ultimi anni.
  3. Usa la differenza tra i due non per smettere prima a tutti i costi, ma come margine di sicurezza o come budget per gli anni in cui hai più voglia di vivere.

È anche un buon motivo per non rimandare troppo: i soldi spesi a 60 anni per un viaggio che desideri valgono, in termini di vita, molto più degli stessi soldi a 85. Per la regola di prelievo più adatta a una spesa che cambia, vedi come prelevare dal portafoglio.

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