Cos'è un ETF e come leggerne la scheda

Un ETF è un fondo quotato in Borsa che replica un indice. La scheda del prodotto ha poche voci che contano davvero: ecco cosa guardare, senza raccomandare nulla.

di Davide Valentini

Cos'è un ETF

ETF significa exchange traded fund: un fondo che segue un indice (per esempio azioni mondiali o obbligazioni di Stato) e si compra e si vende in Borsa come un'azione, durante tutta la seduta. Non cerca di battere l'indice: cerca di replicarlo a costi bassi. Per questo la scheda è quasi più importante dello «strumento»: due ETF sullo stesso indice possono differire per costi e struttura.

Le otto voci da leggere

  1. Indice replicato. Cosa c'è dentro: quanti titoli, quali Paesi, quali settori. Un ETF «mondo» e uno «sviluppati» non sono la stessa cosa.
  2. TER (costo annuo). Percentuale annua che il fondo trattiene. Su lunghi periodi pesa molto: vedi la guida sui costi dei fondi della banca e lo strumento sui costi degli investimenti.
  3. Tipo di replica. Fisica: il fondo compra i titoli dell'indice (tutti o un campione). Sintetica: usa contratti derivati (swap) con una controparte. Entrambe esistono; la fisica è più semplice da capire.
  4. Accumulazione o distribuzione. Nell'ETF ad accumulazione i dividendi sono reinvestiti dentro il fondo; in quello a distribuzione ti vengono pagati. Cambia la gestione e la tassazione nel tempo, non il valore di fondo.
  5. Domicilio. Dove ha sede il fondo (spesso Irlanda o Lussemburgo). Influisce sulle ritenute sui dividendi esteri, non sulla tassazione italiana dei tuoi guadagni.
  6. Valuta. La valuta in cui è quotato e quella dei titoli sottostanti sono cose diverse: un ETF in euro su azioni americane ha comunque il rischio cambio, salvo copertura.
  7. Dimensione e liquidità. Patrimonio gestito e spread denaro-lettera (la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita), che è un costo che paghi a ogni operazione.
  8. Tracking difference. Quanto, nella realtà, il fondo si è discostato dall'indice nel tempo. Meglio di un solo TER.

Il KID: il documento da leggere davvero

Ogni ETF ha il suo KID, il documento con le informazioni chiave per il risparmiatore: indicatore di rischio, costi, scenari, orizzonte consigliato. Leggilo prima di comprare: è breve ed è fatto per essere confrontato.

Tre errori comuni

  • Scegliere per il rendimento passato. Un ETF replica un indice: se un fondo «ha reso di più», quasi sempre è perché segue un indice diverso, non perché è migliore.
  • Moltiplicare gli strumenti. Più ETF non significa più diversificazione, se seguono indici che si sovrappongono.
  • Operare troppo. Ogni operazione ha spread e commissioni; e vendere nei momenti peggiori è il costo più alto di tutti. Vedi perché gli investitori guadagnano meno dei fondi.

Una nota fiscale: in Italia le plusvalenze sugli ETF sono tassate al 26%; per gli ETF che investono in titoli di Stato, la quota di titoli «agevolati» beneficia di un'aliquota ridotta. Ne parliamo nella guida sulle tasse sugli investimenti.

Questa guida è educativa e non indica prodotti: la scelta di uno strumento dipende dal tuo piano, dall'orizzonte e dalla tua tolleranza al rischio.

Fonti

Prova lo strumento: Quanto ti costano le commissioni: calcolatore dei costi. Interesse composto con due livelli di costo: quanto valgono le commissioni in 20 o 30 anni.

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Contenuto a scopo informativo ed educativo. Non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione personalizzata. Norme fiscali e previdenziali cambiano nel tempo: verifica sempre i requisiti in vigore sulle fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate).