Quanto ti costano davvero i fondi della banca

Un 2% l'anno sembra poco. Su 100.000 € investiti per vent'anni può valere più di 85.000 € di patrimonio in meno. Ecco dove trovare i costi reali e come leggerli.

di Davide Valentini

Perché i costi contano più di quanto sembri

Il rendimento futuro di un investimento è incerto. Il suo costo no: lo paghi ogni anno, con i mercati in salita e in discesa. E lo paghi non solo sul capitale iniziale, ma anche su tutti i guadagni accumulati negli anni precedenti.

Prendiamo 100.000 € investiti con un rendimento lordo ipotetico del 6% l'anno:

Costo annuoDopo 20 anniDopo 30 anni
0,25%≈ 305.900 €≈ 535.100 €
2,00%≈ 219.100 €≈ 324.300 €
Differenza≈ 86.800 €≈ 210.800 €

Stesso capitale, stessi mercati. La differenza la fanno solo i costi, e cresce ogni anno che passa. Per chi punta all'indipendenza finanziaria, può voler dire anni di lavoro in più.

Quali costi paghi (anche se non li vedi)

  • Costi correnti: la commissione di gestione e gli altri costi del fondo, prelevati ogni giorno dal valore delle quote. Non compaiono mai come addebito sul conto, per questo passano inosservati. Nei fondi attivi distribuiti dalle banche sono spesso tra l'1,5% e il 2,5% l'anno; nei fondi indicizzati e negli ETF spesso sotto lo 0,5%.
  • Commissioni di ingresso e di uscita: una percentuale su quanto versi o ritiri, che in alcuni fondi arriva a qualche punto percentuale.
  • Commissioni di performance: una quota del rendimento, se il fondo supera un certo obiettivo.
  • Costi di transazione: quanto il fondo spende per comprare e vendere titoli.
  • Costi del servizio: tenuta del conto titoli, consulenza, gestione patrimoniale. Nelle polizze unit-linked e multiramo ai costi dei fondi si aggiungono quelli del contratto assicurativo.

Dove trovarli, nero su bianco

1. Il KID del fondo

Ogni fondo ha un KID (Documento contenente le informazioni chiave), che la banca deve consegnarti e che trovi anche sul sito della società di gestione cercando il codice ISIN. Nella sezione "Quali sono i costi?" trovi i costi una tantum, quelli correnti annui e le eventuali commissioni di performance, sia in percentuale sia in euro su un esempio di investimento.

2. Il rendiconto annuale dei costi

Le banche sono obbligate a inviarti ogni anno un rendiconto dei costi e degli oneri, spesso nella sezione documenti dell'home banking. Riporta in euro quanto hai pagato nell'anno, sommando i costi dei prodotti e quelli dei servizi. È il numero più onesto che hai: confrontalo con quanto hai investito.

Test veloce: prendi il totale in euro del rendiconto costi e dividilo per il valore del tuo portafoglio. Se il risultato supera l'1,5%, vale la pena capire esattamente cosa stai pagando e in cambio di cosa.

"Ma il fondo rende di più": il confronto giusto

Un fondo più caro può valere il suo prezzo solo se, al netto dei costi, rende stabilmente più di un'alternativa economica con lo stesso rischio. I rendimenti mostrati nel KID e nei report sono già al netto dei costi correnti: confrontali con un indice di mercato equivalente su almeno 5-10 anni. Numerosi studi mostrano che, su orizzonti lunghi, la maggioranza dei fondi attivi non riesce a fare meglio del proprio indice di riferimento.

Prima di vendere tutto: attenzione

Scoprire di pagare troppo non significa dover disinvestire domani. Un cambio fatto in fretta può costare caro:

  • Tasse: vendere realizza le plusvalenze, tassate al 26%. Sui fondi, poi, eventuali minusvalenze non si compensano con i guadagni.
  • Penali di uscita: alcuni fondi e soprattutto le polizze prevedono costi di riscatto nei primi anni.
  • Obiettivi: la scelta giusta dipende da orizzonte, rischio e da cosa ti serve quel denaro.

Il primo passo è sapere quanto paghi. Il secondo è decidere, con calma e numeri alla mano, se e come cambiare. Un'analisi del portafoglio fatta da chi non guadagna sui prodotti serve proprio a questo.

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