Fondo di emergenza: quanto tenere da parte e dove

È la base di ogni piano: senza un cuscinetto, un imprevisto diventa un debito o ti costringe a vendere investimenti nel momento peggiore. Ecco come calcolarlo e dove metterlo.

di Davide Valentini

A cosa serve, e a cosa no

Il fondo di emergenza copre ciò che non puoi prevedere né rimandare: una perdita del lavoro, una riparazione importante, una spesa medica. Non serve per le vacanze, per il cambio dell'auto già programmato o per «un'occasione» di investimento. Per le spese che sai che arriveranno esistono altri conti, con un nome e una data.

Quanti mesi di spese

Non conta il tuo stipendio, conta quanto spendi per vivere: affitto o mutuo, bollette, spesa, trasporti, assicurazioni, rate. Non le spese libere, che in emergenza si sospendono. Una regola di partenza, da adattare:

SituazioneMesi di spese essenziali
Dipendente a tempo indeterminato, senza figli3
Famiglia con un solo reddito, mutuo, figli6
Autonomo, partita IVA, lavoro stagionale6-12

Esempio con spese essenziali di 1.800 € al mese: tre mesi sono 5.400 €, sei mesi 10.800 €, dodici mesi 21.600 €. Mettendo da parte 300 € al mese, il fondo da sei mesi si completa in 36 mesi: tre anni. Meglio un fondo piccolo fatto subito che un fondo grande rimandato; la cifra si può far crescere con un trasferimento automatico, come nel piano di spesa consapevole.

Dove tenerlo

Tre requisiti, in quest'ordine: disponibile subito, senza rischio di perdita di capitale, separato dal conto di tutti i giorni (così non lo spendi per sbaglio). Rendimento viene dopo.

  • Conto corrente o conto deposito libero. Sono i più comodi. Verifica che non ci siano vincoli o penali di svincolo.
  • Libretto di risparmio. Semplice e senza rischi, di solito con rendimenti bassi.
  • BOT o titoli di Stato a pochi mesi. Possono rendere un po' di più, ma si vendono sul mercato e non sono accreditati nello stesso giorno: vanno bene per la parte «oltre i primi mesi» del fondo.

Non vanno bene azioni, ETF azionari o polizze con penali: nel momento in cui servono i soldi, potrebbero valere meno. Il confronto tra deposito e titoli di Stato è nella guida su conto deposito o titoli di Stato a breve.

Garanzia e tasse da controllare

  • Garanzia dei depositi. Il Fondo interbancario di tutela dei depositi rimborsa fino a 100.000 € per depositante e per banca, sommando tutti i conti presso la stessa banca. Se superi la cifra, ripartisci su più istituti.
  • Imposta di bollo. Su conti correnti e libretti intestati a persone fisiche è di 34,20 € all'anno se la giacenza media supera 5.000 €. Un fondo di emergenza di una certa dimensione la supererà: per i conti deposito le regole possono essere diverse, leggi il foglio informativo.
  • Interessi. Gli interessi dei conti sono tassati al 26%; quelli dei titoli di Stato al 12,5%.

Quando usarlo, e come reintegrarlo

Prima di toccarlo chiediti: è imprevisto, urgente e necessario? Se la risposta è sì, usalo senza sensi di colpa: è il suo lavoro. Poi riparti con il trasferimento automatico finché la cifra è di nuovo quella che ti sei dato.

Una volta messo al sicuro il cuscinetto, il resto del risparmio può puntare più lontano: il calcolatore di rendimento BTP e obbligazioni aiuta a confrontare le alternative per la liquidità.

Fonti

Prova lo strumento: Calcolatore del rendimento netto di BTP e obbligazioni. Rendimento lordo e netto a scadenza, con tassazione 12,5% o 26%, bollo e commissioni.

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Contenuto a scopo informativo ed educativo. Non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione personalizzata. Norme fiscali e previdenziali cambiano nel tempo: verifica sempre i requisiti in vigore sulle fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate).