TFR a fine carriera: cosa fare con la liquidazione

Per molte persone il TFR di fine carriera è la somma più grande che abbiano mai ricevuto in un colpo solo. È anche il momento in cui arrivano le proposte più insistenti. Ecco come gestirlo con calma.

di Davide Valentini

Quanto arriva davvero: la tassazione

Il TFR lasciato in azienda viene tassato con la tassazione separata: non si somma agli altri redditi dell'anno, ma paga un'aliquota media IRPEF calcolata su un "reddito di riferimento" legato agli anni di lavoro. In seguito l'Agenzia delle Entrate ricalcola l'imposta e può chiederti una differenza o rimborsarti.

Esempio indicativo: 80.000 € di TFR maturati in 30 anni danno un reddito di riferimento di 32.000 €, con un'aliquota media intorno al 24%. L'imposta è di circa 19.000 €: arrivano circa 60.000 € netti.

Se il TFR era nel fondo pensione, la tassazione è diversa e di solito più bassa (tra il 15% e il 9%), ma solo in parte potrai ritirarlo in capitale.

Regola numero uno: non decidere in fretta

Nelle settimane dopo la liquidazione arrivano quasi sempre proposte: dalla banca, dall'assicurazione, da conoscenti. Molte hanno scadenze artificiali ("solo fino a fine mese"). Una somma così importante merita il tempo di un piano. Parcheggiarla per qualche mese su un conto deposito o in titoli di Stato a breve scadenza non ti fa perdere nulla di significativo e ti dà il tempo di decidere bene.

Le priorità, in ordine

  1. Fondo di emergenza: 6-12 mesi di spese, facilmente accessibili.
  2. Spese note dei prossimi anni: auto, lavori in casa, aiuti ai figli. Tienile fuori dagli investimenti rischiosi.
  3. Debiti: valuta se ha senso estinguere il mutuo o altri debiti, con i criteri della guida mutuo o investire.
  4. Integrazione della pensione: la parte restante può diventare la fonte che copre la differenza tra le tue spese e la pensione INPS, o il ponte se smetti prima.

Come investirlo: tutto subito o un po' alla volta?

Le ricerche mostrano che, storicamente, investire tutto subito ha reso di più nella maggior parte dei casi, semplicemente perché i mercati salgono più spesso di quanto scendano. Ma investire gradualmente, per esempio in 12-24 mesi, riduce il rimpianto se il mercato crolla subito dopo. Per chi sta per smettere di lavorare, la serenità conta: un ingresso graduale è una scelta ragionevole, purché il piano sia deciso in anticipo e non cambi a ogni notizia.

Per organizzare la somma in base a quando ti servirà, la strategia dei bucket è uno schema molto pratico: qualche anno di spese al sicuro, il resto investito per il lungo periodo.

Cosa evitare

  • Prodotti costosi presentati come "sicuri": polizze e gestioni con costi elevati possono erodere una parte rilevante della liquidazione in pochi anni. Prima di firmare, usa la checklist della guida sulle polizze unit-linked.
  • Tutto su un unico investimento: una seconda casa, un'azienda di famiglia, un singolo titolo. La liquidazione è spesso il capitale su cui conti per i prossimi 25 anni.
  • Prestare soldi senza un limite: aiutare figli e familiari è bello, ma decidi prima quanto, così da non intaccare la tua sicurezza.

Per molti la liquidazione è anche il momento giusto per chiedersi quanto possono spendere ogni anno, per il resto della vita. È la domanda a cui risponde la guida su vivere di rendita.

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Contenuto a scopo informativo ed educativo. Non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione personalizzata. Norme fiscali e previdenziali cambiano nel tempo: verifica sempre i requisiti in vigore sulle fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate).