Polizze unit-linked e multiramo: cosa controllare prima di firmare
Sono tra i prodotti più proposti allo sportello, spesso con argomenti convincenti: garanzia, vantaggi fiscali, tutela per gli eredi. Alcuni sono reali, altri meno. Ecco come separare le due cose.
Di cosa parliamo
Le polizze vita di investimento sono contratti assicurativi il cui valore dipende, in tutto o in parte, dall'andamento di investimenti finanziari. Le forme più diffuse sono tre:
- Ramo I (gestioni separate): il capitale confluisce in una gestione dell'assicurazione, prevalentemente obbligazionaria. Spesso offre una garanzia del capitale, a volte solo a certe condizioni (a scadenza o in caso di decesso), e i rendimenti ottenuti vengono consolidati.
- Ramo III (unit-linked): il valore è legato a fondi interni o esterni, anche azionari. Nessuna garanzia: il rischio è tuo, come in un fondo comune.
- Multiramo: una combinazione delle due, con una quota in gestione separata e una in fondi.
I vantaggi reali
- Differimento delle imposte: i guadagni si tassano (26%, o 12,5% per la quota in titoli di Stato) solo al riscatto. Gli spostamenti tra i fondi interni della polizza non fanno pagare imposte.
- Pianificazione successoria: in caso di decesso, le somme vanno ai beneficiari indicati, fuori dall'asse ereditario e senza imposta di successione.
- Imposta di bollo: sulle gestioni separate di ramo I non si paga; sulle unit-linked si paga, ma solo al riscatto.
- Protezione del patrimonio: la legge prevede l'impignorabilità delle somme dovute dall'assicuratore. Attenzione però: per le polizze con una componente assicurativa minima, la giurisprudenza tende a non riconoscere questa tutela.
I punti deboli
- Costi su due livelli: paghi i costi del contratto assicurativo e, sopra, quelli dei fondi sottostanti. Sommati, portano facilmente il costo complessivo oltre il 2% l'anno. Nelle gestioni separate il costo è spesso una trattenuta sul rendimento, poco visibile ma reale.
- Caricamenti: una percentuale trattenuta su ogni versamento, prima ancora di investire.
- Penali di riscatto: uscire nei primi anni costa, spesso con penali decrescenti fino al terzo-quinto anno.
- Garanzie meno ampie di quanto sembri: una garanzia del capitale "a scadenza" o "in caso di decesso" non ti protegge se riscatti prima. E una garanzia nominale non protegge dall'inflazione.
Per un investimento di lungo periodo l'effetto dei costi è lo stesso che trovi nella guida sui costi dei fondi: un punto percentuale in più all'anno, su vent'anni, vale decine di migliaia di euro.
La checklist prima di firmare
- Leggi il KID: nella sezione costi trovi l'incidenza annua dei costi e l'effetto sul rendimento a diversi orizzonti temporali. Chiedi anche il KID delle singole opzioni di investimento.
- Somma tutti i livelli di costo: caricamenti, costi di gestione del contratto, costi dei fondi, eventuali commissioni di performance. Fatti dire il totale in euro all'anno.
- Chiedi la tabella delle penali: quanto perdi se riscatti dopo 1, 2, 3, 5 anni.
- Leggi le condizioni della garanzia: quando vale, su quale importo e se è al netto dei costi.
- Chiediti se ti serve davvero la parte assicurativa: se l'obiettivo è la successione o la tutela di una persona cara, la polizza può avere senso. Se l'obiettivo è solo investire, confrontala con alternative più semplici e meno costose.
- Chiedi come viene pagato chi te la propone. Sulle polizze le commissioni di distribuzione sono spesso importanti. Ne parlo nella guida sul modello fee-only.
Se ne hai già una
Non riscattarla d'impulso. Prima verifica penali residue, imposte sul guadagno maturato, eventuali garanzie che perderesti e il ruolo della polizza nella tua successione. A volte conviene mantenerla, a volte smettere di versare, a volte uscire. È una valutazione che si fa con il contratto in mano, ed è parte di un'analisi di portafoglio.
Prova lo strumento: Quanto ti costano le commissioni: calcolatore dei costi. Interesse composto con due livelli di costo: quanto valgono le commissioni in 20 o 30 anni.
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Prenota una call gratuitaContenuto a scopo informativo ed educativo. Non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione personalizzata. Norme fiscali e previdenziali cambiano nel tempo: verifica sempre i requisiti in vigore sulle fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate).