Quanta pensione con 30 o 40 anni di contributi: contributivo e misto
Trenta o quarant'anni di contributi non danno lo stesso assegno a tutti: dipende da quando hai cominciato a lavorare e da quanto hai guadagnato. Ecco come ragionare, con esempi.
Il primo dato che conta: quando hai iniziato
- Hai cominciato dopo il 1995: la pensione è interamente contributiva, calcolata sui contributi versati.
- Avevi meno di 18 anni di contributi a fine 1995: sistema misto. Gli anni fino al 1995 si calcolano con la regola retributiva (legata agli ultimi stipendi), gli anni dal 1996 con quella contributiva.
- Avevi almeno 18 anni a fine 1995: retributivo fino al 2011, contributivo da lì in poi.
Nel 2026, chi ha 30 anni di contributi ha di solito iniziato verso il 1996: quindi è quasi sempre in regime contributivo. Chi ne ha 40 ha iniziato verso il 1986: è nel sistema misto.
Come funziona il contributivo
Ogni anno il 33% della retribuzione lorda di un dipendente va nel montante contributivo. Alla pensione il montante si moltiplica per un coefficiente di trasformazione, legato all'età: per chi esce a 67 anni, nel biennio 2025-2026, è il 5,608%. I coefficienti vengono aggiornati ogni due anni, quindi i valori di chi si ritira dopo il 2026 saranno diversi.
Gli esempi (contributivo, lordo mensile su 13 mensilità)
Stima prudente: stessa retribuzione per tutta la carriera, montante senza rivalutazione, uscita a 67 anni.
| Retribuzione lorda annua | 30 anni | 40 anni |
|---|---|---|
| 25.000 € | 1.070 € | 1.420 € |
| 35.000 € | 1.490 € | 1.990 € |
| 50.000 € | 2.140 € | 2.850 € |
Ogni dieci anni in più di contributi aggiungono circa un terzo in più di assegno. Nella realtà il montante si rivaluta ogni anno, quindi le cifre effettive possono essere più alte; la carriera con stipendi crescenti dà risultati diversi da quella con stipendio costante.
Il caso del misto
Con 40 anni di contributi e un inizio negli anni Ottanta, la quota fino al 1995 usa le regole retributive. In molti casi questa quota è più generosa del contributivo puro, ma non è detto: dipende dalle retribuzioni di quegli anni e dalle carriere. Il calcolo esatto richiede i dati dell'estratto conto contributivo: la tabella sopra, per questa categoria, è una stima prudente, per difetto, non il calcolo reale.
Quando puoi andare in pensione
- Vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi (e, nel contributivo puro, un assegno minimo).
- Anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) nel 2026, a prescindere dall'età.
I requisiti salgono di uno e poi tre mesi nel 2027 e 2028: vedi età della pensione 2027 e 2028. Con 30 anni di contributi a 67 anni, in genere la vecchiaia è la strada; con 40 anni, a seconda dell'età, può esserci l'anticipata. Per chi ha meno di 30 anni di contributi, la guida su 20 anni di contributi spiega i limiti minimi.
Cosa fare per avere un numero vero
- Scarica l'estratto conto contributivo dall'area personale INPS e controlla che tutti gli anni di lavoro siano presenti.
- Usa il servizio «La mia pensione futura» di INPS, che considera rivalutazioni e carriera.
- Se ci sono buchi, valuta se colmarli con riscatto o contributi volontari.
- Inserisci il dato nel simulatore FIRE con pensione INPS per capire quanto capitale serve in più.
Fonti
- INPS, sistema di calcolo della pensione e coefficienti di trasformazione
- Guide di questo sito: pensione con 20 anni di contributi (aliquota 33%, coefficiente 5,608%) e requisiti 2027-2028
Gli importi sono stime didattiche: la pensione reale dipende dalla tua storia contributiva.
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Prenota una call gratuitaContenuto a scopo informativo ed educativo. Non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione personalizzata. Norme fiscali e previdenziali cambiano nel tempo: verifica sempre i requisiti in vigore sulle fonti ufficiali (INPS, Agenzia delle Entrate).